Descrizione
Il Palazzo nel 1600 era abitato dalla famiglia Gambara prima della costruzione del II palazzo Sironi. Ubicato , in via Borgo di Mezzo ed in Borgo di Sotto (via Martiri e via S.Rocco); questo portava alla cascina Stalot che sull’arco di entrata riferisce un grande stemma a fresco dei Gambara Cappuccini (ora sbiadito). La parte dell’abitazione è assai signorile, con ambienti decorati, e al piano terra , c’è uno spazioso salone di rappresentanza. La parte ovest serviva ad albergo “Re Alboino” e vicino c’era la scuderia con due ordini di colonne di Botticino.
Dallo stile si deduce fosse costruito tra la fine del '500 ed il primo '600 da Scipione Gambara e Ruggeri Eleonora, genitori di Gianantonio, padre di Eleonora, omonima della nonna, ultima discendente del ramo, moglie del conte Griffoni. Dopo la sua morte ogni proprietà fu venduta. È attribuito a un Gennari del quale non si conosce nulla. Era composto un tempo di un corpo centrale e di due laterali. Quello centrale non si sa per quale ragione nel 1859 venne demolito su iniziativa del proprietario Faustino Ottolini e il materiale venne utilizzato nel 1860 per la costruzione dell'argine dell'Oglio a Seniga. Come ha scritto B. Gatti: «La parte est del palazzo abitata, con qualche adattamento, permane sempre assai signorile e ben conservata, con ambienti decorati...
Intorno al palazzo Gambara non mancano leggende e misteri; si parla addirittura di fantasmi senza testa. Una di esse vuole che un Gambara abbia freddato là dove vi è la fontana del Bersaglio, una ragazza del paese che aveva rifiutato le sue profferte d'amore. Del '600 è la cornice.